GIANLUCA PETRELLA

Un proiettile sparato a mille chilometri su un’autostrada a sei corsie. E’ il suono del trombone di Gianluca, uno che segue sinuoso il movimento della coulisse del suo strumento. Una specie di derviscio.
Sono arrivato a Torino in un momento di crescita personale e devo dire, questa città mi ha consentito di crescere ancora di più. E’ una città che mi ispira molto, particolare, magica, misteriosa, piena di storie vere, leggende, è la città in cui Nietzsche dette segni di squilibrio, in cui ha transitato Nostradamus, in cui è morto l’antropologo e criminologo Cesare Lombroso. Torino ha delle piazze bellissime piene di segreti che ancora sto scoprendo, lentamente; poi mi affascina tutto l’esoterismo in cui questa città è coinvolta con queste storie di magia bianca e magia nera, con la sua Piazza Statuto, la linea di confine tra i due tipi di magia. (continua a pag. 273)