ENRICO RAVA

 

io non sono così pazzo da credere che il vuoto lasciato da Louis Armstrong, da Duke Ellington, da Miles o da Parker o da Monk oggi ci sia qualcuno che possa colmarlo. Magari fra dieci anni. Oggi sono trent’anni che nessuno lo colma. E questo può essere esteso anche ad altre forme di arte. Il mondo è cambiato tantissimo, internet permette di acquisire informazioni velocissimamente, la televisione ha minimo 80 canali, ma dubito fortemente che ci sia molta gente che, se legge, legge Proust. Al massimo comprano “La Recherche” per metterla in bella mostra in libreria ma non la leggono, come quei radical chic che hanno un conto corrente da 7.000.000 e comprano Il Manifesto mettendolo in tasca per farlo vedere, poi magari non lo leggono perché, come sai, Il Manifesto è un giornale illeggibile e pallosissimo. E nel cinema è lo stesso: ho visto recentemente un bellissimo film di Cronenberg “History of violence” con Viggo Mortensen ma non mi sembra che nel cinema ci sia la stessa prolificità che nella Hollywood della metà del secolo scorso ai tempi di John Ford. (continua a pag 66)