ENRICO PIERANUNZI

Negli ultimi tempi noto un po’ di delirio televisivo. Un problema nazionale che sta influenzando una parte della scena jazzistica creando un’idea paradossalmente regressiva del jazz come intrattenimento: per anni abbiamo cercato di fare del jazz una musica d’arte, oggi, in sintonia con la tendenza a spettacolarizzare tutto – la televisione crea danni dall’antartide alla Cina – c’è un’attitudine, secondo me discutibile, a fare del jazz un intrattenimento anche se di lusso. E’ un peccato, che proprio adesso che finalmente iniziamo ad avere una visibilità, si diffonda questa tendenza all’eccessiva spettacolarizzazione che un po’ svilisce le possibilità di questa musica. (continua a pag. 135)